la terra santa per un francescano è quasi un mito
lo dico in senso proprio
dico quasi perché è un luogo che esiste
e dico mito perché era un chiodo fisso del nostro fondatore
ce l’avevano in parecchi ai suoi tempi quel chiodo fisso e partivano
conquistavano
si immolavano alla credenza che la redenzione passasse per quegli spostamenti
che fosse il viaggio difficoltoso in se stesso a salvarli
in terra santa gli arabi
quelli cattolici
hanno il mito di roma
perché è la capitale della cristianità
si impressionano sempre loro di ciò che è autorità
i camminanti europei invece hanno il mito di santiago de compostela
perché c’è un percorso da seguire
che è stato ripristinato
una lunga passeggiata suddivisa in tappe
e ci sono le strutture di accoglienza
sentono un gusto di antica santità ma si mettono in gioco troppo poco
si fanno più che altro una bella vacanza
noi invece diventiamo frati con l’ambizione della terra santa
di cui ci riteniamo anche custodi
che vuol dire che ne saremmo responsabili
come se nell’inventario delle proprietà spirituali dell’ordine fosse inclusa quella parte di ecumene
o almeno pezzi di quel territorio che alla fine
dopo tanto contendere
è tornato nelle mani degli ebrei
mi ci mandarono per insegnare in una scuola
noi abbiamo delle scuole a gerusalemme e nei dintorni
e nel nord di israele
le frequentano solo gli arabi anche se per principio noi non rifiutiamo nessuno
ma gli ebrei non ci si avvicinano neanche
anzi quasi ci temono di più dei musulmani che li cancellerebbero dalla faccia del mondo
e che però non li hanno mai costretti a convertirsi
non li hanno perseguitati per due millenni
ai miei ragazzi ho insegnato la storia e l’italiano per tre anni
poi il superiore è morto e il custode mi ha nominato direttore della scuola
allora mi era sembrata una gran fortuna
erano state le circostanze del destino a deciderlo
continuavo a insegnare
per meno ore
perché adesso ero responsabile di tutta la struttura
e mi furono assegnati un segretario e un contabile
dei frati già impiegati nella scuola
persone con cui avevo una relazione alla pari all’improvviso mi diventarono subalterne
era poi solo una subordinazione burocratica
per le cose spirituali non mi dovevano alcuna obbedienza
il contabile era un frate di acquasparta
che aveva fatto il noviziato a padova e trascorso qualche mese a san giovanni rotondo prima di arrivare in terra santa
un ragazzo con una storia familiare tormentata
era simpatico gioviale di buon cuore e anche se eravamo coetanei non ebbe mai invidia del mio ruolo
il segretario invece
un anziano frate di betlemme
mi si mise di traverso dal giorno che assunsi l’incarico
fino a quel momento tra noi c’era stata cordialità
credo non sopportasse di prendere ordini da un frate tanto più giovane di lui
per di più impiegato nella scuola da così poco tempo
come se poi la mia carica non fosse stata determinata da una decisione del custode
un superiore di quelli veri dico io
di quelli a cui dobbiamo un’obbedienza che equivale a un comandamento
i malumori di quel frate mi disturbavano
disturbavano tutti noi
ma preferii non dargli troppo peso
nella speranza che con il tempo si acquietassero
quando avesse capito che non sarei mai stato suo nemico e non avrei abusato del mio ruolo
lo trattavo con i guanti di velluto
cercavo di coinvolgerlo nelle mie decisioni quando c’erano da fare delle scelte didattiche
quando prendevamo parte a eventi di rappresentanza
e anche quando aprimmo i corsi extrascolastici di insegnamento dell’italiano lo consultai per la scelta dei docenti
provai con ogni modo di tirarlo dalla mia parte ma continuava a rimanermi ostile
oggi so che c’erano troppe cose di lui che non capivo e che erano motivo di grandi pregiudizi
certe caratteristiche della sua personalità
le esperienze che aveva fatto in seno all'ordine
le ambizioni frustrate e le esperienze della sua gioventù durante la guerra dei sei giorni
quando gli arabi avevano perso tutto e le terre della sua famiglia erano state confiscate dal governo israeliano
devolute poi ai coloni
tutto questo si era già allineato contro di me per le mie origini e la mia buona stella
come le schiere di un esercito nemico che avrebbe combattuto senza esclusione di colpi per annientarmi




