Un'amica di blog mi ha raccontato di una sua particolarissima esperienza adolescenziale, di quando a 16 anni aveva un fidanzato cui morirono i genitori. Il ragazzo, che era di una famiglia emigrata dal sud in una cittadina del centro Italia, rimase orfano e solo in una terra straniera. Per loro bontà di cuore o pietas cristiana, i genitori della mia amica decisero di accoglierlo in casa. I fidanzati si trovarono così all'improvviso a condividere gli stessi ambienti familiari, come sorella e fratello. Eppure erano amanti... Ma su questo aspetto i genitori di lei chiusero gli occhi, trattandoli entrambi solo come figli. Dopo altri 16 o 17 i due si separarono, ma i genitori continuarono ad averceli in comune. Le conseguenze non furono indolore.Siccome mi sono lanciato in un grande progetto editoriale, le ho chiesto di scrivermi questa storia con tutto quello che avrà da dire intorno. E sto aspettando.
La catarsi impossibile.
In una birreria di Bologna, due amiche mi hanno interrogato sul film Bastardi senza gloria. Mi hanno chiesto se almeno quello mi fosse piaciuto... come a dire che sono sempre dietro a seminare critiche a destra e a manca... Ho risposto che è un film molto bello, di cui però non ho apprezzato il finale, con Hitler e il gotha nazista arsi vivi dentro un cinema in Francia. Una di loro allora mi ha detto: "A Gia', ma è un finale catartico...". Non ci avevo pensato. Però anche così non riesco a mandarlo giù, perché la catarsi - quella vera - quella che c'è stata, è stata di tutt'altra portata. E data la gravità di quegli eventi, una catarsi artistica, immaginifica, surrogato non mi basta.
La catarsi del popolo ebraico è costata 4 milioni di morti accertati, 6 presunti, ed è finita con la fondazione di Israele (una grande vittoria, pagata a un prezzo incomprensibile); la catarsi del popolo russo è costata 2 milioni di morti, e non è ancora finita; la catarsi del popolo zingaro è costata 500.000 vittime, ma deve ancora iniziare; la catarsi degli omosessuali è costata qualche migliaia di vittime e, se non altro, ha portato all'abrogazione delle peggiori legislazioni omofobiche. - Ma non in Iran, non in Pakistan, non in Arabia Saudita...
Un epoca senza poesia?
Si sente spesso farfugliare della fine della poesia o della poesia resistente. Falso problema, e nemmeno tanto nuovo.
Abbiamo sempre avuto pochi scrittori degni, confusi a una pletora di imbrattacarte. Casomai le difficoltà del presente sono dovute alla scolarizzazione coatta di massa, per cui ogni scemo che fa i temi in classe si sente anche in diritto di scrivere poesie, e all'industrialesimo dell'editoria, per cui un branco di perfidi fattori, spesso gretti affaristi, pasce le masse dei cibi più insalubri, spesso economici scarti senza qualità, i quali sono poi le cose scritte dagli scolarizzati di massa.
Cassandrismo ambientalista.
Chiunque abbia anche di sfuggita affrontato (seriamente) il tema della fine del mondo, non può non essersi reso conto che l'attuale cassandrismo ambientalista è soltanto l'ultimo travestimento della vetusta mentalità apocalittica. Di una fine del mondo dovuta ai nostri peccati, parlano la Bibbia ebraica e la cristiana; ne parla anche l'induismo, sebbene in termini più fatalistici e che inducono a maggiore sobrietà e meno sensi di colpa. Chiunque abbia un minimo di buon senso capisce che il pianeta è un corpo vivo e che in quanto tale, con o senza la mano degli ominidi egocentrici, è in mutazione continua.
Raccontava la proprietaria di un albergo in Val d'Aosta, che alle falde di un ghiacciaio dalle sue parti i Romani coltivavano la frutta.
Così chi ne ha voglia si guardi questo video: non per derubricare le nostre responsabilità sullo schifo planetario, ma per darci una ridimensionata eliocentrica.



