Consumare.
Essere consumati.
Duro appartenere allo sfondo, a quanto tende a non cambiare. Inerte.
Il rotolare enorme delle stelle. L'abbarbicarsi delle piante in terra, il loro delicato, inesorabile assorbirsi. Le procedure animali quotidiane per l'alimentazione, il riparo. Per la riproduzione, nelle sue epoche.
Ridursi al corpo.
Il rotolare enorme delle stelle. L'abbarbicarsi delle piante in terra, il loro delicato, inesorabile assorbirsi. Le procedure animali quotidiane per l'alimentazione, il riparo. Per la riproduzione, nelle sue epoche.
Ridursi al corpo.
Ritmi delle stagioni e delle forme, ricorrenze dei giorni. Nessun'altra festa. Celebrare dentro di sé per un momento ogni mattina il sorgere del sole, quel tornare a vederci. Celebrare i pasti nudi con la soddisfazione, essere (quasi) indifferenti alla morte.
Le nascite, le morti, dei fatti.
Dei fatti a sostenere l'esistenza.
Le nascite, le morti, dei fatti.
Dei fatti a sostenere l'esistenza.
Nessuna causa di adorazione di entità esterne, divinità, mediatori. Nell'esistenza ogni cosa è divina - per quanto quel concetto, e la parola, siano inutili. Nella foresta.
Tutto è interno.
E tutto è interno a tutto.
E non c'è niente di estraneo, di lontano. Qualsiasi nascita-morte, anche nel luogo più infimo, degradato, nel modo più ignoto, infame, è dentro l'esistenza.
Ogni cosa è presente. C'è.
Ed è tutto.
Tutto è interno.
E tutto è interno a tutto.
E non c'è niente di estraneo, di lontano. Qualsiasi nascita-morte, anche nel luogo più infimo, degradato, nel modo più ignoto, infame, è dentro l'esistenza.
Ogni cosa è presente. C'è.
Ed è tutto.

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