domenica 4 dicembre 2011

Wilderness

La foresta è un luogo di pace.

La foresta nasconde le sue insidie, ma i sensi si acuiscono e si impara a essere attenti. Molto attenti. La foresta, a saperla leggere, è piena di segnali che annunciano le insidie. Le impronte, gli abbeveratoi, i versi. I residui dei pasti informano sui predatori in zona. Anche i silenzi sono eloquenti nella foresta. Gli animali si nutrono e si proteggono, a parte questo non si minacciano. E non minacciano. Vivono la loro vita ogni giorno. E lasciano vivere gli altri. In pace e prosperità.

Il ragazzo e Jyoti camminano lungo l'argine del fiume. A tratti il passaggio è impedito e allora ne ricercano uno tra le piante. Poi tornano sul fiume. A volte aggirano l'ostacolo facendo qualche passo dentro l'acqua, se il fondo non è fangoso e non ci sono giunchi o nelumbi. Le piante, ha supposto il ragazzo, possono nascondere i serpenti, le rane velenose, i pesci carnivori, forse anche i coccodrilli. Immagina. Ma non può chiederlo alla sua compagna né cerca conferme. In quei casi comunque passano dalla parte del bosco, anche se il percorso è più lungo. Camminano con una certa cautela e hanno sempre dei bastoni in mano con cui battono il terreno. Per avvisare del loro arrivo. La maggior parte delle bestie così si ritira. Certo, non lo farebbero una tigre o una pantera... Jyoti però è tranquilla. E il ragazzo non può che affidarsi e rendersi anche lui tranquillo.

È durante una queste deviazioni che si inoltrano un po' più a fondo nella foresta. 
Gli alberi sono alti e rumorosi. 
Il tappeto di foglie cadute scricchiola sotto i loro passi e i colpi dei bastoni. 
Il ragazzo mette un passo dopo l'altro e si sente un po' protetto nelle sue scarpe. Non capisce come Jyoti continui a camminare a piedi nudi, senza temere il morso del serpente o il pizzico di qualche scorpione. Ce ne sono in giro di scorpioni, ne hanno visti, anche di quelli gialli più velenosi. Hanno incontrato anche un pitone lungo il fiume, appisolato con la pancia gonfia dell'ultima preda, in digestione vicino all'acqua. Uno degli ostacoli che hanno aggirato...
E poi tra gli alberi hanno intravisto una radura blu. 
Tra il verde del fogliame e il grigio-marrone dei tronchi onnipresenti, un grande spiazzo tra gli alberi tutto blu.
Jyoti si è fermata e l'ha indicato. Il ragazzo non capisce cosa sia. Si sono avvicinati in silenzio, dimenticandosi o tralasciando di battere i bastoni per terra - è stata Jyoti a smettere per prima, il ragazzo meccanicamente l'ha imitata. Si sono avvicinati fino ai limiti della radura. Lì Jyoti ha posato il suo bastone e ha guardato il ragazzo. Si è indicata gli occhi per dirgli: adesso guarda. Ha sorriso come fa tanto spesso, i suoi denti sono perfetti e bianchi. Poi ha allargato le braccia e ha cominciato a correre attraverso il campo blu, in completo silenzio. Probabilmente seminando il panico tra le farfalle.

Una nuvola blu cobalto si è sollevata in aria, con un fruscio simile a quello di foglie che stormiscono. La brezza del loro volo collettivo ha sfiorato il volto del ragazzo. Poi la nube si è sparpagliata tra i rami, si è posata sulle chiome degli alberi lì intorno. 
Alcune farfalle trovano riparo perfino addosso al ragazzo. Come nel Paradiso.



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