sabato 18 giugno 2011

Sara scrive

Ho ricevuto un'email di Sara stasera - ce ne siamo scambiate alcune da quando ci siamo salutati a Bombay. Questa però mi ricordato lo scopo del mio viaggio, rivelando un gusto di Sara che ignoravo (e non poteva essere altrimenti, visto il tempo brevissimo della nostra frequentazione). Da Varanasi, dove è andata a passare qualche giorno.

"Oggi mi sono innamorata due volte.
Stamattina mentre camminavo in un vicolo del mercato, c'era una famiglia all'entrata di un dharamshala che discuteva. Avevano un'aria molto metropolitana... E le due figlie, una era così bella che mi si è spostato il cuore. Con uno di quei visi un po' a punta che mi fanno impazzire. Mi sono fermata a guardarla senza essere vista, ma poi è passata una mucca e mi sono distratta. Sono fastidiose qui le mucche, perché i vicoli sono strettissimi e loro camminano e lasciano merda ovunque. La famiglia poi è entrata nel dharamshala e io me ne sono andata un po' triste. Mi sarebbe piaciuto parlarle.
E poi dopo il tramonto di fianco al ghat principale, poco prima dell'ultima preghiera, vendevano i vestiti fatti a mano per un'associazione di assistenza a donne poverissime e a bambini trovati per strada, abbandonati o persi. Si chiama Kutumb.  Ai bambini danno una sistemazione, da mangiare, cure mediche, un po' di istruzione; alle donne il lavoro di cucitura dei vestiti in vendita. Tra loro c'era Keren, la mia ragazza di quando avevo vent'anni, minuta come allora ma con la pelle più scura. Era ancora bellissima, in fiore.

Se non sei già ripartito, vai a Lonar prima di lasciare il Maharashtra. Io ci sono stata tre anni fa. È un paesino polveroso sul ciglio di un lago meteoritico, davvero suggestivo. Mi saprai dire. [...]".

Sara mi suggerisce come continuare il viaggio, incastrando ancora un tassello nelle ricorrenze degli ultimi giorni: padre Luna, il paesaggio lunare di Hampi, il rituale tantrico con la luna piena e Lonar, quasi "lunar", con un buco di origine di origine stellare.

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