La sinagoga dove mi ha portato Sarah è poco più a nord della stazione centrale di Bombay, Chhatrapathi Shivaji Terminus già Victoria. È una costruzione modesta bianca e azzurra, il cancello su un vicolo del mercato Masjid e le stelle di Davide in rilievo sembrano dipinte di fresco. La vernice è brillante. L'aspetto della costruzione però è trasandato, come il resto degli edifici che la circondano. Fa caldo. "È a causa della terribile umidità che precede i monsoni, ci sono trenta gradi celsius ma è come se ce ne fossero già quarantacinque. Oggi l'umidità è quasi all'ottanta per cento, ma tra un mese non si potrà respirare" - si chiama Samuel, è un vecchietto di novantun anni ma ben vispo, Sarah l'ha avvisato della nostra visita alla sinagoga e lui è venuto ad aprirci, a farci da guida. "Sarah è una carissima ragazza! Mi ricordo sua nonna, che era nata a Panvel. Ero stato invitato anche al suo matrimonio. Purtroppo i genitori di Sarah sono emigrati in Israele. Dico purtroppo perché non mi piace Israele. Io sono ebreo e la mia identità è ebraica, ma non vado in giro con la bandiera a dire a tutti quanto sono fiero di essere ebreo. Sono un indiano e sto bene qui. Siamo stati sempre bene qui in India noi ebrei, nessun problema come in Europa. Non vorrei mai vivere in Europa... In India rispettiamo tutte le religioni, solo i portoghesi ci hanno fatto dei problemi in passato... Sarah è una carissima ragazza, è così bella, vedi?, ma gli israeliani non mi piacciono per niente, anche se sono ebrei. Vengono qui dopo il servizio militare e fanno molto casino. Big balagan, eh Sarah? Qui a Mumbai non ce ne accorgiamo neanche, la città è molto grande e molto rumorosa, ma in altri posti non va bene, disturbano molto e prendono le droghe, che è anche contro la nostra religione. È contro tutte le religioni, credo... Una volta ero in vacanza a Goa con mia moglie e abbiamo dovuto chiamare la polizia. C'era un giovane israeliano tutto nudo che ballava sotto il nostro balcone! Senza neanche la musica, Dio solo sa come c'era finito là sotto... L'hanno portato via. E ho sentito di altri posti dove gli israeliani vengono e aprono ristoranti, bar, centri spirituali... vorrei vedere che centri... e costruiscono queste piccole Tel Aviv di drogati. A Pune, mi hanno detto, e a Delhi, perfino a Pushkar... No, non mi piacciono gli israeliani che vengono in India, a parte Sarah. Però ci sono nuove politiche nei visti e non è più come prima. Adesso dopo sei mesi di permesso fine, niente più rinnovo per almeno un anno. Così mi hanno detto... Ma io sono un vecchio, si vede, eh?, e non me ne andrei mai dalla mia amata India per un fazzoletto di terra con la guerra. Non mi interessa Gerusalemme, cosa vuoi che ci sia a Gerusalemme, è una città. Perché Dio qui da noi a Mumbai non c'è? C'è solo a Gerusalemme forse? C'è molta superstizione a Gerusalemme. Anche qui da noi sai, oh, moltissima. Ma appunto per questo non vado certo a cercarla così lontano e dove c'è la guerra perfino. Sì, capisco i confratelli europei, con tutta la storia di Hitler... ma qui da noi non c'è mai stato Hitler, perché andarsene? Qui c'era Gandhiji...".
Mentre stavamo entrando in sinagoga Sarah mi ha sussurrato: "Lo vedi come vanno le cose?". Era una frase aperta alle interpretazioni ma che lasciava affiorare una grande malinconia di fondo. Poi stamattina è partita. Ha scritto il suo cellulare indiano e l'email su una pagina del mio taccuino.

Ciao Gian Maria! voglio dirti che mi piace moltissimo il tuo racconto da quando sei partito per l’India... Forse ti farebbe piacere sapere che lo trovo davvero appassionante, che ogni volta che inizio a leggere già dalle prime righe sento entrare nel corpo del personaggio (anche se maschile...) e sentire e provare le sensazioni, le impressioni, i sentimenti, i pensieri e persino gli odori di cui leggo-è una sensazione molto piacevole, quasi “appagante” quasi “strana”. Non è scritto in maniera “semplicistica” ma i nomi, i termini, le parole usate sono entro tali limiti da rendere la lettura appassionante anche per una che non ha mai avuto contatti con un mondo così lontano- da più punti di vista. Insomma, complimenti e spero cointinui così- per quanto possa valere il mio parere. a presto
RispondiEliminaGrazie!!! Spero di non disattendere le tue aspettative :)
RispondiEliminaPS. Il tuo parere VALE
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