giovedì 29 aprile 2010

Intrigo in Terra Santa.6/11

il grande conflitto che si scatenò in me non fu dovuto all’appartenenza religiosa

voglio dire che non riguardava il fatto se avessero ragione loro oppure noi
se il nostro Dio fosse più vero e più giusto del loro

questo dilemma non si poneva

ma certo è che gli insegnamenti della *** ribaltavano i principi ascetici francescani negando quelle mortificazioni corporali che noi frati invece perseguiamo
almeno nell’ideale

quelle mortificazioni erano ricondotte senza mezzi termini nell’ambito delle moralizzazioni che imponiamo alla natura delle cose
segnate perciò come esperienze inutili
fatica e sofferenza inefficaci

era una posizione che sconvolgeva i miei principi

non ti nascondo che all’inizio ho temuto di essermi imbattuto in qualche culto diabolico davvero minaccioso
perché la *** riduceva qualsiasi manifestazione impulso volontà e pensiero a un’unica radice

al desiderio

capisci che il nemico di sempre diventava così l’essenza stessa del mondo

era una rottura drammatica

quei nuovi insegnamenti che non riuscivo più a lasciare
mi raccontavano che la creazione
l’intera creazione
altro non è che un immane desiderio
un gigantesco strumento di ricezione
un vuoto il cui unico scopo è di essere colmato dalla luce divina
che è in effetti piacere e soddisfazione

che tutto l’universo con ogni creatura contenuta
non è altro che una forma del desiderio

la molteplicità degli universi non è contemplata no
a meno che non si intenda che la molteplicità dei desideri sia una molteplicità di mondi

il desiderio di chi

questa domanda non è pertinente

ma perché è una domanda che può essere posta solamente da una creatura particolare
finita
limitata
mentre la creazione fa parte della stessa natura di dio

e il desiderio nella prospettiva di dio
se così posso esprimermi
non è una carenza ma una condizione
uno stato dell’essere che è così perché deve essere così ed è giusto che sia così

punto
non manca niente

dio stesso non prova desideri

le creature
imbevute della sua natura ma in modo parzialissimo
invece sì che hanno desideri e di continuo

è la prospettiva a cambiare

voglio dire che la creazione non è il desiderio di qualcuno
la creazione è il desiderio stesso
punto e basta

il desiderio è la forma della creazione e per quanto ci riguarda tra forma e sostanza non c’è alcuna distanza
coincidono

per quanto ci riguarda la creazione è dio

o meglio è la percezione di dio in sua assenza
ma insomma le due sono tutt’uno
è inutile fare sofismi

non dico di avere comprato l’illuminazione in saldo

ti ripeto
ho dubitato a lungo di avere intrapreso un cammino di peccato e di corruzione
e però sentivo che erano piuttosto i miei pregiudizi a parlare
tutti gli insegnamenti ricevuti dal seminario alla culla

il mio cuore sentiva invece di conoscere cose veritiere
cose che al solo udirle diventavano realtà manifeste

è tanto occulto eppure è così ovvio che in ogni momento di ogni giorno delle nostre vite non perseguiamo altro che la soddisfazione dei nostri desideri
che siamo di continuo all’inseguimento del benessere

quel benessere la *** lo chiama luce o piacere
e chiama dolore l’assenza del piacere
non una forza ulteriore
non un demone ma una lacuna
una mancanza
quell’incapacità di ricevere la luce divina che invece è irradiata di continuo

quell’incapacità che è frustrazione dei nostri desideri

lineare

non c’è bisogno di chiamare in causa il maligno
anche se qualcuno sosterrebbe che è proprio in tale semplicità che si annida il maligno
nel ritenere cioè che satana non esiste affatto

ma non ti pare una perversione inconciliabile con la benevolenza di dio

e poi che fine farebbe il monoteismo

era la prima volta in vita mia che sentivo di conoscere veramente
e capivo che tutti gli arrangiamenti che erano stato fatti in duemila anni di teologia cristiana per conciliare l’unicità benevola di dio con la presenza del male nel mondo
quelle che si chiamano teodicee
avevano utilizzato degli strumenti ermeneutici imprecisi
per ignoranza e un po’ anche credo con malizia
perché dire che il male del mondo non è una forza esterna alla natura di dio ma un’incapacità delle nostre percezioni implica delle responsabilità individuali che minano il potere delle strutture preposte alla salvezza alle fondamenta

responsabilizzare gli individui
dire loro che possono vedersela con dio personalmente
è una cosa impensabile per le istituzioni religiose

cesserebbero di esistere

e poi la maggior parte dei fedeli si sentirebbe abbandonata
perché il gregge è gregge e non può farsi pastore di se stesso

sì lo capisco che da creature bisognose e finite è difficile comprendere la benevolenza di dio
che per il dolore molti sprofondano nella sfiducia e nell’ateismo

lo so preferirebbero che dio stesse lì per assecondare ogni loro capriccio
o per salvarli dai pericoli che non hanno saputo prevenire

solo così lo chiamerebbero buono
quando facesse come pare a loro
come se fosse il loro servitore

dimenticano che i servi invece siamo noi

non capiscono
non possono capire
che il dolore in questo universo è l’unica modalità di apprendimento
di vera crescita
quando qualcosa manca e la si deve cercare

e che è il dolore originario
ciò che manca alla creazione intendo
cioè la percezione di dio
che implica la predazione degli uomini sugli uomini

dolore che genera dolore

ho capito che è per questo che mi era sempre piaciuta la definizione del papa come servo dei servi di dio

perché è una definizione perfetta di come dovrebbe essere l’ordine del mondo

martedì 27 aprile 2010

Prodottologia

Faccio una chiosa al post precedente annotando che fino a qualche tempo fa, alcune espressioni oggi normalmente in circolazione erano assenti dal nostro modo di pensare. I libri erano solo libri, oggi possono anche essere (e se è un editore a parlarne è quasi un must) "prodotti letterari"; i dischi musicali erano solo dischi, mentre oggi sono volentieri "prodotti musicali"; le opere di fantasia non erano "prodotti della fantasia", le opere d'arte non erano "prodotti artistici", la frutta e la verdura erano frutta e verdura e non "prodotti agricoli", una cassapanca fatta dal falegname non era un "prodotto artigianale" ma al più una cassapanca fatta a mano, ecc. ecc.

La profezia di Debord si è avverata e le merci hanno preso il sopravvento sugli esseri umani - che è un assurdo a dirlo, cioè è solo un'idiozia di questi miserabili tempi di mercatocrazia.

domenica 25 aprile 2010

Fondati sul lavoro?

Ricordo che verso la fine del liceo, ma credo già in terza media a uso di quelli che non avrebbero continuato a studiare, ci imbonivano periodicamente con l'importanza e le difficoltà del mondo del lavoro, con l'articolo primo della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro" - ricordo che della Costituzione non riuscivo a fare mio nemmeno questo primo articolo, e non lo capirei neanche oggi se gli sviluppi sociali non l'avessero esplicitato con chiarezza. "Fondata sul lavoro", che può voler dire mi chiedevo? "Fondata sul lavoro", non sarà mica una parafrasi eufemistica del buon vecchio Arbeit macht frei? Certo il lavoro! Non so se qualcuno l'ha già fatto, però bisognerebbe scriverla una Storia del lavoro dalla cacciata dal Paradiso al capitalismo globale. Io almeno vorrei leggerla.

Oggi il mondo del lavoro è diventato il mercato del lavoro, piccolo slittamento semantico, forse ai più passato inosservato, che però ci spiega tante cose sulle intenzioni implicite dei padri costituenti. Mercato del lavoro... mercato del lavoro... io, è vero, sono un facinoroso, sono un maldicente, ma non so perché mi vengono in mente i mercati degli schiavi del passato. Non erano anche quelli in fondo mercati del lavoro? Le parole usate, anche se non ce ne accorgiamo, svelano e rivelano molto di quello che invece ci piacerebbe tenere nascosto.

Vi lascio, cari ominidi sapienti opinanti, con un compitino a casa. Leggetevi e commentatevi questo articolo, facendo particolare attenzione alla frase: "Le performance individuali sono legate al proprio capitale umano - intelligenza, carisma, eccetera - e capitale sociale, ovvero il valore delle relazioni rilevanti per il proprio percorso professionale. Le seconde, spesso sono più importanti". Traccia: come si è evoluto il concetto cattolico-umanistico di centralità della persona sotto la spinta delle rivoluzioni capitalistiche borghesi? Prestare attenzione alle espressioni "capitale umano" e "capitale sociale". Letture consigliate, anche se datate: Guy Debord, La società dello spettacolo; Jean-François Lyotard, La condizione postmoderna.

mercoledì 14 aprile 2010

Intrigo in Terra Santa.4/11

chiunque passi per la terra santa subisce un martirio

a francesco fu risparmiato il calvario che andava cercando solo perché il sultano lo prese per un esaltato che non meritava punizioni
un folle inoffensivo insomma

ma quanti altri invece sono morti

giovanni il battista
l’apostolo giacomo il maggiore
santo stefano
lo stesso gesù chiaramente

sì certo cose vecchie
ma guarda cos’è successo agli ebrei
loro che della santità di quei luoghi sono stati i primissimi custodi
guarda cosa hanno passato

perché la santità li ha confusi
e così tutto è rimasto per secoli in mano ai gruppi tribali autoctoni
che forse c’erano anche da prima che la santità di quella terra si rivelasse e arrivassero gli ebrei

gli ebrei in esilio
cacciati i cristiani
gli islamici pensavano alla mecca
sono rimasti loro a custodire il flusso della santità
senza volerlo e senza nemmeno saperlo
e oggi quel privilegio non richiesto lo pagano

chi si avvicina alla santità paga ogni minimo errore
anche se non sa di commetterlo

ti stupisci

la santità è una legge
le infrazioni alla legge le si paga comunque

com’è quel motivetto
che la legge non ammette ignoranza

guarda anche quello che è successo a me

israele è una terra bellissima anche se sembra misera

sassi sterpaglie dune qualche fiore
qualche albero su al nord poca cosa

ma è la luce

la sua bellezza è secca e luminosa
è splendente sulle colline intorno a gerusalemme

credo siano questi riverberi incredibili che ci confondono

l’aria si tende come la pelle di un tamburo intorno ai luoghi santi
vibra è pesante è più densa
è oleosa
è proprio come se su gerusalemme
su gerusalemme soprattutto
colasse di continuo un olio

questo lo dico fuori di metafora

la sensazione per quanto mi riguardava era fisica
reale

eppure era di quei fenomeni strani che quando li noti scompaiono

mi capitava di sentire quell’untuosità senza cercarla
non durante le preghiere
senza cercarla
ma appena la sentivo
se volevo trattenerla
era scomparsa

non c’è un’altra città come gerusalemme

i luoghi santi del nord sono diversi
più lassi

nazaret dorme
e anche intorno al lago di tiberiade si percepisce un’atmosfera di vacanze

c’è acqua e le colline intorno a safed sono già un po’ sentimentali
simili a sogni

per quanto fossi preso dagli impegni della scuola c’erano giorni di libertà che trascorrevo visitando i luoghi sacri

ho visto ogni chiesa e ogni tomba di gerusalemme e dei dintorni
fosse in mano nostra o degli ortodossi o degli armeni o dei copti
poi ho visitato i luoghi ebraici e quelli musulmani

dovevo andarci in abiti borghesi per evitare rogne

per lo stesso motivo evitavo di parlarne agli altri frati

era meglio così
tutto restava dentro di me e nessuno mi giudicava per l’abito
che a volte il monaco lo fa eccome

può sembrare un atteggiamento pavido
sembra forse che mi vergognassi della mia scelta ma preferivo così piuttosto che ostentare la mia appartenenza all’ordine

pensavo che creare un incidente diplomatico per una visita turistica non fosse conveniente

e comunque ero integrato all’ordine
sapevo che l’identità religiosa definiva il mio modo di esserci per non sentire di essere in balia del caso
di forze esterne sempre incontenibili

non fu però a gerusalemme che il mio destino si scrisse ma su nella campagna intorno a safed

cercavo la famosa tomba del rabbino simone bar yochai
dove scrisse lo zohar
e giunsi invece a quella del rabbino tarfon
su una collina verde

una tomba azzurra sotto un grande albero in mezzo alle colline verdi
con le mucche al pascolo
in una giornata radiosa

ero solo come al solito

piegato davanti all’iscrizione in ebraico
traducevo a stento l’epitaffio e gli acronimi
quando arrivarono quegli angeli
una ragazza italiana convertita insieme al suo compagno ebreo

facevano una gita
erano simpatici

chiacchierammo a lungo di molte cose religiose

non diedero a vedere che sapevano che fossi un frate
io non ne parlai

poi mi portarono alla tomba che cercavo

e dopo
visto che lavori in israele mi disse lei in italiano
mi invitarono a una lezione di ***

mi lasciarono i loro recapiti

nicchiai cambiai discorso
un conto era la tomba di un rabbino un altro la dottrina pensavo

non insistettero ma il seme era caduto a terra

gli angeli si impossessano delle persone per condurci sul nostro destino

lo stesso fanno i demoni a volte