L'anno scorso sono stato in India per un mese, seguendo una specie di itinerario tantrico da Vrindavan a Varanasi e da Guwahati a Tarapith. Quando sono tornato, pochi giorni dopo, ho cominciato a sentire un fastidioso bruciore uretrale. Il medico di famiglia, che peraltro è un urologo, mi ha prescritto un farmaco per l'ipertrofia prostatica... alla mia tenera età? Un farmaco per di più non mutuabile e che mi è costato una ventina di euro. Tant'è che un'amica medico quando gliel'ho detto ha sgranato gli occhi e ha detto: "Ipertrofia prostatica?? Alla tua età? Forse hai solo un'infiammazione dovuta al cibo, alle spezie... Prendi un disinfettante e se non ti passa un antibiotico". Così ho fatto, e dopo l'antibiotico sono guarito.
Un paio di mesi fa invece il bruciore è ricominciato. Ho pensato di nuovo al cibo, magari a causa del cambio di residenza estera, così ci sono stato attento, mi sono contenuto. Invece niente, non è più passato. Alla fine mi sono deciso a fare delle analisi approfondite - esami delle urine con culture batteriologiche, prelievi di tessuto uretrale (per nulla simpatici), analisi del liquido seminale spremuto direttamente dalla prostata (neanche tanto simpatica)... e alla fine la diagnosi è stata: clamidia. Sono infetto da un batterio sessualmente trasmissibile chiamato clamidia. Quindi ho una malattia venerea. L'eziologia medica non offre altre modalità di trasmissione dai rapporti sessuali, di ogni tipo che siano, con l'esclusione ovvia di quelli manuali. Sia come sia, deve esserci di mezzo del sesso. In altre parole ho fatto ritorno dall'India con una malattia venerea - tipo Baudelaire, tipo Ofra Haza... Beh, penseranno furbescamente gli omini sapienti opinanti, sei andato a farti il viaggetto tantrico e ti sarai lasciato andare... ti capiamo, sono cose che capitano, potevi starci più attento ma non è mica la fine del mondo... Sennonché la verità è che, ecco, in India ho fatto solo delle grandi astinenze monacali. Fatti vostri se non ci credete, omini!
Non posso a questo punto fare a meno di valutare altre ipotesi di contagio. Finora sono riuscito a formularne tre, di cui due in combutta:
1. qualcuno mi ha cloroformizzato e stuprato;
2. mi sono infettato con il cesso della camera di albergo a Guwahati, Assam (la migliore camera del viaggio! 1500 rupie a notte, che per l'India sono già una cifra), dove mi è capitato di toccare con la punta dell'uccello la ceramica della tazza - problemi di dimensioni... oggi in India si sono messi in testa di sostituire i tradizionali cessi alla turca con dei cessi all'occidentale, ma li fanno troppo piccoli;
3. mi sono infettato toccando ritualmente la fica petrosa della dea Sati: a Guwahati infatti si trova il principale tempio tantrico dell'India dove, secondo il mito, precipitò la vulva del suo corpo smembrato.
Considererei improbabile la prima ipotesi. La seconda è invece già possibile, per quanto assume spessore solo se collegata alla terza: cioè l'infezione proverrà magari anche dal cesso, ma per la volontà dispettosa della dea. La terza ipotesi infatti è quella che trovo in assoluto più probabile, visto che un genitale (per quanto divino) aperto al pubblico da migliaia di anni non può non avere contratto almeno la clamidia. Eppure nelle mie due visite alla divina vulva non ho fatto delle cose strane, ho cercato di comportarmi bene. Ho solo maledetto un po' i soliti bramini officianti, che si sbrigavano a benedirti, spillarti l'obolo e cacciarti via in fretta, per far passare altri devoti e accrescere il numero delle donazioni. Per due volte mi sono inginocchiato per arrivarci e ho appoggiato le mani sul duro e frigido sesso/sasso della dea, bagnato, cosparso di fiori, ma poi non è che le mani me le sia messe in bocca... d'altra parte con le cose divine ci si deve stare molto attenti.
Mi dicevo in quei giorni, possibile che sono arrivato fin quassù per nulla e solo per vedere un altro tempio, solo per assistere all'ennesima messa in scena rituale? Neanche un sant'uomo in giro, nessuna particolare emozione, nessuna novità nel luogo più santo del tantrismo... Possibile? Possibile, possibile. Ciononostante la dea un pegno d'amore me l'ha voluto lasciare, o forse uno sberleffo, e a che vale adesso investigare se la clamidia me l'ha passata per via latrinale o per contagio mistico? Se non si va in cerca di sofismi o di teologie moralizzate, non cambia niente sapere se Maria di Nazaret concepì il suo figliolo ex-machina o dopo una notte di fuoco con Giuseppe. Alla fine il risultato è lo stesso: la materia veicola lo spirito. E qui la clamidia, là un figlio di Dio.


consolati, dai, se ci pensi quello là l'hanno messo in croce, tu al massimo una grattatina..., che di questi tempi viene anche guardata con sufficiente benevolenza, in fondo.
RispondiEliminaComunque ti serva di lezione:
mettere le mani su sessi/sassi bagnati è un atto di devozione
era opportuno che tu adottassi
una certa precauzione.
Vai a fidarti di Madonne e Santi!
RispondiEliminaEh, sì, vatti proprio a fidare...
RispondiEliminaD'altra parte, Giuliana, che precauzione potevo adottare? Io un po' cicciottello, preservativi così grandi non ne fanno - e poi figurati se mi avrebbero lasciato entrare nel tempio tutto avvolto nella plastica...
aspetto un racconto erotico a breve. Non me la dai a bere! ;)
RispondiEliminaEmanuel, tu sì che hai l'occhio lungo! Infatti ce l'ho già pronto... ;)
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