Ho fatto la mia prima comunione prima della prima comunione. Avevo 7 anni, ero al mare con i miei nonni al Lido degli Estensi. Ogni domenica c'era la messa e vedevo un sacco di gente mettersi in fila per mangiarsi l'ostia. Credevo fosse una cosa bella, una cosa buona. Sapevo - me l'avevano detto - che era una cosa santa. Allora avevo già il tarlo delle cose sante, non so perché. Forse ero nato così. A prendere la comunione pensavo succedesse qualcosa, che avrei visto Gesù o degli angeli, come nei libri illustrati che leggevo. Quindi mi misi in fila facendo finta di essere già iniziato a quel mistero. Aprii la bocca, amen, me ne tornai a sedere e succhiai la pastella fino in fondo. Ma non successe niente. Me ne andai via dalla messa piuttosto deluso. Non capivo perché tutta quella gente si mettesse in fila per mangiare un dischetto insapore, che non faceva niente. E aspettavano anche un'ora di noiose parole e di seduti e in piedi. Nessuna messa avrebbe avuto più alcun senso per me. La vera prima comunione la feci solo perché mi regalavano una bicicletta da corsa.
Mentre finisco di mettere a punto un'altra cronaca dei dispersi, che pubblicherò qui prossimamente, vorrei commentare brevemente un film che Emanuel mi ha consigliato alcuni giorni fa. Il film si intitola Religiolus ed è un tentativo di mettere in ridicolo a 360° le religioni del mondo, nella fattispecie ebraismo, cristianesimo, islam e culti derivati made in USA. Tralascerei di dire dei culti derivati made in USA e altrove, per la loro manifesta idiozia che oltrepassa il patetico e mostra solo la diffusa ignoranza di persone superstiziose, disperate, ottuse. Il film però prende di petto anche le tre grandi religioni, per ridicolizzarne i contenuti, i rituali, i messaggi, l'adesione popolare alle volontà delle cricche sacerdotali.
Ci sarebbero un'infinità di cose da dire sulle religioni (con l'inclusione di quelle orientali) e soprattutto sul modo di fare religione, questioni tormentosissime e impossibili da affrontare con decenza su una pagina di blog. Questioni di cui il film fa cenno, per concentrarsi però sugli aspetti parodistici delle religioni: sui paramenti stregoneschi, sull'infinità schiera dei messia, sulla teatralizzazione ispirata delle cose divine - antica modalità che risale almeno alle sacre rappresentazioni medievali e all'Imitatio Christi; e per dare anche risalto agli aspetti meno parodistici delle religioni, quando le si usa come strumenti di aggregazione ideologica di massa con finalità politiche: sistemi ricattatori che inducono le persone alla sottomissione, a crudeltà inaudite in nome della loro salvezza e santificazione. E questo è quanto: le religioni ci spingono a ritenerci nominalmente migliori solo per il fatto di esserne seguaci. Migliori di quelli che non praticano e tanto migliori di quelli che appartengono a un altro credo. Le religioni ci fanno credere che un sistema di gesti rituali ci salva, ci protegge, ci aiuta a soddisfare i nostri desideri egoistici. I nostri desideri che sono sempre egoistici. Gesti che dovrebbero significare qualcosa, ma che si rifanno a preistoriche mentalità magiche e indicano solo l'appartenenza a un gruppo. Un'appartenenza che può dare diritto a molte cose, e anche a massacrare chi non appartiene allo stresso gruppo. Come fanno gli scimpanzé senza tante scusanti, nessuna differenza. Il gesto rituale dovrebbe indicare una forma di santità, a prescindere poi da quello che gli uomini racchiudono nei loro cuori.
Detto questo, che di per sé è già un giogo pesantissimo, non me la sento di concludere che migliaia di anni di esperienze religiose e spirituali siano esclusivamente ciarlataneria e frode. Mi sembra una presunzione troppo grande, l'arroganza di presumere che quel pochino che passa per la mia testa oggi sia la vera verità, che i santi siano isterici, che le nostre coscienze si sarebbero sviluppate ugualmente senza i contributi religiosi. Non so, ma non credo che le abitudini degli abitanti di Sodoma e Gomorra sarebbero cambiate senza l'obbligo stringente della legge mosaica. Tanto per fare un esempio.
Si capisce che il taglio pamphlettistico e da talk show del film non consenta ampio margine al metodo storico, ciononostante quando qualcuno si picca di dire la verità occorrerebbero molta più prudenza e rigore intellettuale di quanto mostrato dagli autori. La selezione del materiale è infatti superficiale e tutta sbilanciata a favore della tesi da dimostrare. Un procedimento un po' dogmatico, come dire, un po' molto simile a quello che si vorrebbe inficiare, di vedere solo quello che fa comodo, di scegliere solo quello che si preferisce. Così fanno anche i sacerdoti. E questo non ha niente a che vedere con la verità ma è l'equivalente schietto di un'agenda politica.

Non so la religione,non voglio cimentarmi in un discorso troppo lungo e complesso,ma di sicuro la Chiesa e i suoi rappresentanti danni ne fanno a bizzeffe,soprattutto ai bambini.Anche io ho la mia esperienza anomala legata alla prima comunione.Diciamo che i preti e la Chiesa mi hanno spinta a commettere il mio primo peccato e il mio primo reato.Quando sono andata a confessarmi per la prima comunione il prete non voleva accettare che io non avessi commesso peccati così,dopo tante insistenze,io me ne inventai uno.A distanza di qualche mese l'oggetto del mio rancore si presentò sotto il balcone di casa e io,assieme a una compagnetta,lo bombardai di uova.L'uomo che predicava il perdono dalla mattina alla sera mi denunciò ai carabinieri.
RispondiEliminaMaria.
Pur non avendo visto il film non posso che sottoscrivere il tuo pensiero.
RispondiEliminaNon riconoscersi in un sistema non ci rende automaticamente superiori o immuni dal bisogno di confrontarsi.
Grazie.
Grazie a voi dei commenti! :)
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