In occasione del primo genetliaco di Homo Sapiens Opinans [Auguri! Auguri!! Grazie… grazieee… Ma è un blog dello Scorpione! Eh sì, sarà per questo... Mah...], metto giù questo post fantasioso che potrà sembrare disfattista, potrà sembrare pessimista, sembrerà magari nichilista, ma che ritengo sia solo realista.(A proposito di festeggiamenti: oggi è stata venduta una copia della mia tesi di laurea, da cui guadagnerò 15 Euro. Si tratta del mio primo incasso fatto con la scrittura, mi pare, che è come il primo cent di zio Paperone nel Klondike. Slowly but surely, I say. Sloooowly but surely.)
È mia opinione - opinione, eh!, non certezza e neanche teoria, solo vana opinione - che le leggi del mondo materiale si possano usare anche per descrivere i comportamenti umani. Che cioè le norme che regolano i sistemi fisici si possano applicare con certezza statistica anche agli insiemi umani, e che le leggi probabilistiche della meccanica quantistica si possano applicare con le medesime caratteristiche di indeterminatezza agli individui, i quali non essendo assoggettabili ai calcoli statistici sono un po' più imprevedibili.
Quello di entropia è un concetto proteiforme e anche un po’ oscuro, che perciò mi serve alquanto bene. E siccome non siamo qui alla Grande Accademia di Lagado, preferisco definirlo in modo approssimativo e brutale, estrapolandolo dalla cara Wikipedia:
Si pensi di far cadere una gocciolina d'inchiostro in un bicchiere d'acqua. Si osserva immediatamente che, invece di restare goccia più o meno separata dal resto dell'ambiente (stato ordinato), l'inchiostro inizia a diffondersi e che, dopo un certo tempo, si ottiene una miscela uniforme (stato disordinato). Mentre questo processo avviene spontaneamente, il processo inverso di separare l'acqua dall'inchiostro richiederebbe un apporto di energia esterna.
In altri termini, quando due o più sostanze di natura diversa si mischiano, dopo un certo periodo di tempo si ottiene una soluzione disordinata, ovvero con un diverso tipo di ordine. In corsivo gli aspetti critici: il movimento delle diversità nel tempo e il nuovo tipo di configurazione del sistema. A cui va aggiunto che nei sistemi naturali e non laboratoristici, le mescolanze sono tanto continuate e molteplici da risultare praticamente incontrollabili e imprevedibili.
I grandi fenomeni umani di migrazioni, guerre, sconvolgimenti culturali, tentativi di epurazione, inquisizioni, proscrizioni, tutti potrebbero essere descritti in termini di entropia, cioè di rimescolamenti e di scambi energetici. La malavita è descrivibile in termini entropici; le operazioni pacifiste lo stesso. Ci provo con queste ultime due, senza calcoli e spassionatamente.
Che cosa è la malavita organizzata? Detto in maniera semplicistica, è un sistema di regole sociali diverso da quello dominante, gestito da persone che non si riconoscono in alcuni aspetti del sistema dominante ma che con quello, è inevitabile, devono e vogliono relazionarsi per fare affari: la malavita organizzata non ha piani eversivi contro lo Stato, preferisce invece associarsi indirettamente ai poteri politici per la condivisione di interessi comuni e l'arricchimento illecito. Per riprendere in termini metaforici l'enunciazione wikipediana, la malavita è la goccia d’inchiostro nel bicchiere d’acqua (e la goccia d'inchiostro senza il bicchiere d'acqua si secca alla svelta, attenzione! cioè non può farne a meno): nel momento in cui il sistema dell’inchiostro si immette in quello dell’acqua, entrambi si snaturano confondendosi. Per un certo periodo di tempo si mescolano e questo è il loro conflitto.
Ora se il sistema sociale nazionale fosse sigillato, trascorso quel certo tempo le due sostanze diverse troverebbero un equilibrio; ma il sistema è aperto alle influenze esterne di altre gocce d’inchiostro e di altre sostanze, è aperto a sempre nuovi commerci, a svolte imprenditoriali sempre più illecite e più allettanti, e perciò il conflitto è senza fine e la compagine sociale sempre più spuria. La lotta alla malavita organizzata, cioè il lavoro necessario per (ri)portare il fenomeno malavitoso a zero, e così pure l'entropia sociale, è un’opera certosina e donchisciottesca che durerà finché durerà questo nostro mondo.
Cosa sono le operazioni pacifiste? Sono tentativi di abbassare l’entropia di un sistema dall’esterno, cioè di riportare ordine in una situazione di conflitto intervenendo con energie esterne al conflitto. E si può anche supporre che ci sia una purità di intenti in quegli sforzi eseguiti sul sistema in conflitto, volendo. In ogni caso, le buone intenzioni sono destinate al fallimento per almeno due motivi: (1) perché abbassare l’entropia di una zona di guerra significa togliere energia a quel sistema, ridurne i movimenti, "calmierarlo", ma siccome il pianeta è un sistema chiuso in cui vige il principio di conservazione dell’energia, togliere da una parte equivale a mettere da un’altra parte, e perciò pacificare una situazione di conflitto equivale di necessità a spostare il conflitto altrove; (2) in natura le situazioni di equilibrio (entropico) sono identificate come situazioni di morte, cui la natura di continuo tende e da cui però rifugge.
Buon compleanno a tutti!

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