[Il sintagma tedesco Blut und Boden (traducibile come "sangue e suolo", "sangue e terra") è impiegato in età romantica per indicare i criteri di appartenenza alla nazione tedesca. Nonostante il concetto di Blut und Boden sia precedente all'ascesa del movimento nazionalsocialista in Germania, esso è stato largamente impiegato nei discorsi di Adolf Hitler e dei suoi seguaci per giustificare la persecuzione delle popolazioni considerate "aliene" al corpus razziale tedesco, in particolar modo ebrei e zingari.]Dà pena verificare come certe teorie riescano a travalicare le epoche e i confini e rigermogliare, come semi portati dai venti da un continente all'altro, quasi identiche a se stesse. Anche se, certo, il nuovo suolo di crescita ne saprà modificare le caratteristiche originali, limitarne alcune, esaltarne altre.
È di pochi giorni fa una conversazione con una persona amica di una terra in conflitto, felice di lasciare finalmente quei luoghi tormentati per tentare la sorte nel belpaese, ma caparbia nel volersi trascinare dietro le proprie appartenenze familiari e territoriali. Il che è probabile non abbia niente di strano o di problematico per la grande maggioranza di voi.
Così per darle il pungolo, e nel suo paese questo è un pungolo piuttosto aspro, le ho detto che il suo pensiero era blut und boden, come quello della cricca nazionalsocialista. Senza troppo scomporsi mi ha risposto: "Ah, quelli! Mi piace il concetto...". Ma in Italia ormai, a meno di appartenere a qualche microcosmo neonazista, ci si irrigidisce davanti a affermazioni simili, e io non sono stato da meno.
A me poi, per sentire e storia personali, mi escono spinosi irsutismi a sentire parlare di appartenenze razziali, nazionali o claniche, figurarsi quindi di apprezzamenti del blut und boden. E ripensando ai miei anni in Israele, i ricordi più torvi riguardano proprio questo tema. Riguardano lo stress da clan familiare delle società palestinesi, musulmane e cristiane, quell'aggregarsi facinoroso che loro chiamano "famiglia allargata", e che è cosa mi pare comune al mondo arabo. Cosa che a me però ricorda tempi feudali presenti solo ormai nei libri. E poi riguardano il congregazionismo religioso, che tanto ha dell'aggregazione faziosa intorno a un leader, a un'ideologia, a un gruppo. Ricordo di quando scorsi il seme del fascismo la volta che il gruppo Bnei Baruch volle fondare uno stato cabalistico extraterritoriale, secondo alcune indicazioni datate di Yehuda Ashlag.
Quasi ci fu una fondazione su un prato dopo cena. Così andarono le cose. Su un palcoscenico sedeva lui, il rabbino Laitman. Sedie di plastica alla sua sinistra erano il podio della sua famiglia, moglie e figlie. Noi studenti arrivammo cantando, brilli, marciando, alcuni già ubriachi di vodka. Fu issata la bandiera dello stato cabalistico, ma ne ho scordato il colore. Il rabbino parlò, si commosse. Ringraziò e ci fece tanti auguri. Ci rammentò l’importanza di quanto stava accadendo: “Se sapeste quello che fate come viene accolto lassù...” ci disse. Noi studenti di scontate responsioni, commossi dalla sua commozione, applaudimmo. Certo, non paragonerei quell’esperienza alla marcia su Roma o alle adunate paurose a Norimberga. Eppure quel battere di piedi tutti insieme e quel capetto assiso là sul palco... quella bandiera ebbra... quelle emozioni di unità e di appartenenza che poi tendono a farsi mucchio e stranamente a inselvatichirsi. La distanza tra me che sedevo sull’erba e lui che dal proscenio voleva farci intendere di librarsi a mezz’aria tra noi bestiole e gli angeli, i quali lieti del nostro servilismo glielo sussurravano all’orecchio, era incolmabile. Ed era una distanza politica che non aveva più a che fare con le mie smanie di divinità. Così almeno credevo. Pensai: se anche questo stato cabalistico fosse il regime dell’amore, sempre una dittatura sarebbe e non la accolgo.

1.l'etichetta della "famiglia allargata" con cui caratterizzi le famiglie palestinesi,musulmane e cristiane penso che e un fenomeno vecchio ma comune anche nelle famiglie ebree.specialmente le famiglie ebree religiose funzionano proprio con tu scrivi in seguito.allora meglio non limitarsi ad alcune categorie ma a vedere che ci sono piu paesi che riproducono questo modello giusto o sbagliato che sia.
RispondiElimina2.Religione e dittatura,ma vorrei precisare piu Creatore e dittatura mi sembra piu giusto,penso che sono 2 cose che vanno insieme.Tanto libero arbitrio non c'e allora siamo indotti in una certa dittatura essendo creature.La cosa difficile e lasciare a essere il tuo dittatore un essere umano.....Ma dal passato fin adesso il modello sembra essere sempre lo stesso tra maestri e discepoli si crea sempre una certa forma di autorita e di potere a un sola persona.
1. le "famiglie allargate" cui mi riferisco non sono assimilabili alle famiglie come intese in ambito occidentale e moderno: è chiaro che anche noi abbiamo fratelli, sorelle, zii e zie, cugini e cugine, ma, se tralasciamo le famiglie mafiose, non ne derivano dei clan. con questo non voglio assimilare né le "famiglie allargate" a delle famiglie criminali, né sostenere che un modello sociale sia migliore di un altro, se non per gusti, diciamo così, personali. In merito alle famiglie ebree religiose, nell'Israele di oggi non funzionano affatto così: i gruppi religiosi ebraici si aggregano intorno alla figura di un maestro, da cui eventualmente seguono fenomeni di endogamia; le "famiglie allargate" arabe sono invece parentele di sangue.
RispondiElimina"Gli Eletti di Dio" di Franco Nese parla di come l'America si consideri un paese speciale con la missione di "condurre il mondo" missione ricevuta direttamente da Dio.
RispondiEliminaIl popolo ebraico idem.
Il mondo arabo in senso lato ed in particolare l'Islam, diciamocelo chiaro e tondo, vorrebbe islamizzare la terra tutta.
Ma perche' l'uomo sente il dovere, la necessita', l'imperativo categorico di dover appartenere?
E' colpa della Religione che ha creato e diviso, ha approfittato dello sbigottimento del singolo individuo e lo ha raggirato con le promesse....Ma la Religione che cosa e' se non sono gli Uomini, l'aggregazione di pochi che impera sul gregge.
Perche' non ci accontentiamo di appartenere al mondo , a noi stessi, alle letture che facciamo, alla Natura che ci circonda?
Perche' ci pieghiamo e ci affidiamo ciecamente ad una religione-dittatura?
Si puo' credere in Dio e non appartenere a nessun Credo.
Si puo' essere ebrei, cattolici, protestanti e non credere a nessun Dio.
E' la Paura che ci fa dimenticare il libero arbitrio.
Spero di essermi spiegata.
Paola Pitigliani Magen
Sono d'accordo sulla grande pericolosità del filosofia che ispira il Blut und Boden. Ma dobbiamo capirne la mistica primitiva, che è la chiave del suo successo travolgente in tempi moderni. Credo che ci sia un sostrato profondo nel nostro animo, un imprinting risalente ai tempi primitivi: clan-tribù (insieme degli uguali) che si difendono dagli attacchi esterni di altri clan-tribù. Lotta per in difesa del territorio, che è lotta per la sopravvivenza; infine identificazione di tribù e territorio. Hitler, in questo sta il suo genio malefico, è riuscito a riportare alla superfice quel sostrato recondito. Da notare che è stato lui a trasfomare l'ebreo ignaro di sé in ebreo cosciente di sé. Hitler sapeva che la sua politica di persecuzione/sterminio avrebbe comunque creato un problema ebraico negli anni a venire. Insomma: Hitler a contribuito a rinsaldare l'identità ebraica in termini di tribù/clan. Fenomeno analogo, anche se di dimensioni più ridotte: Bosnia. Gli eccidi contro i bosniaci hanno resuscitato l'identità musulmana in popolazioni ormai secolarizzate da generazioni. Per sconfiggere Hitler e la sua nefasta eredità, occorrono sforzi enormi - consiglio la lettura di A. Burg. Defeating Hitler. Purtroppo, in tempi di crisi c'è sempre il ritorno al sintagma Blud und Boden - si pensi al caso della Lega, che è una versione cabarettistica, non anti-democratica, ma certamnete pericolosa della filosofia clan-territorio ecc.
RispondiEliminaIo non credo ai confini, ho creduto dapprima al cosmopolitismo illuminista e poi all'internazionalismo socialista. Ma oggi l'idea di confini liquidi e di identità sfocate si scontra, appunto, con i residui nazistoidi......
Edoardo