venerdì 1 maggio 2009

Carme constrictor

Il luogo in cui dimoro da circa un mese si chiama Orchomenos, paesino agricolo della Beozia di antichi splendori. Qui, secondo il mito, nacquero le tre Grazie e presso una sorgente che ancora esiste danzavano e si bagnavano con Afrodite. Il paese è inoltre circondato da montagne di classica memoria: il Parnaso, residenza di Apollo e delle Muse, e i monti d'Elicona, sacri alle Muse stesse e quindi all'ispirazione poetica.

Era inevitabile che in tale solenne cornice mi venisse qualche prurito poetico. Eppure ero in dubbio. In passato mi era piaciuto scrivere poesie d'amore e di violenza e avevo anche vinto un premio dell'Università di Bologna, poi fare poesia aveva perso di senso. Amavo ancora certi poeti del passato, la forma poetica però mi sembrava inadeguata al presente. Leggendo cose di contemporanei mi è venuto poi il rigetto: l'intimismo casareccio degli scolarizzati, espresso nei modi più banali o con aulicità patetica; l'ispirazione civile massacrata insieme a Pasolini all'idroscalo di Ostia; l'amor cortese vituperato da secoli di real-machismo. Di cosa fare poesia, allora, e in che modo? Non avevo risposte e l'impulso versificatore lo chiusi in un cassetto.

Alcuni giorni fa però, mentre scorazzavo in bicicletta vicino al laghetto delle Grazie a Orchomenos, Beozia, ho sentito una voce che mi chiamava: "Vieni qua", e la sua eco rimbalzava su tre ottave. Quasi sono caduto per terra. Mi sono guardato intorno e non c'era nessuno. "Da questa parte" ha insistito quella voce tripartita, che sembrava diffondersi dall'acqua della fonte. Avevo un po' paura - di questi tempi in queste situazioni noi si pensa subito a qualche mostro in agguato, a una sirena travestita da pagliaccio che magari è un IT delle acque... Ero anche solo. Ho guardato a sinistra e a destra e poi mi sono avvicinato alla sorgente.
Sullo specchio d'acqua galleggiavano tre vecchiette malconcie. Una in sedia a rotelle con il catetere appeso a una ruota; l'altra con un bastone tripode e l'apparecchio acustico a entrambi gli orecchi; l'ultima, poveraccia, in stato quasi demenziale, stesa su un lettuccio con la bava alla bocca e una flebo infilata nel braccio. Vedendole così mi sono sentito già meglio.
"Chi siete?" ho chiesto.
"Siamo le Grazie, imbecille, sei cieco?".
Per gentilezza non ho risposto, ma loro mi hanno detto: "Si fa attendere il signorino. Se ci facevi aspettare ancora un po' diventavamo vecchie...".
Ho domandato, ossequioso: "Come posso aiutarvi, signore?".
Loro mi hanno risposto: "Vogliamo che ci scrivi delle poesie". Sono rimasto un po' sorpreso e lusingato. Ho detto: "Signore care, ormai non faccio più di quelle cose. Ho smesso, sono fuori dal giro".
"Falla finita, buffone" mi hanno gridato, "lo sappiamo bene che non vedi l'ora di ricominciare". Eccetera con una conversazione un po' assurda che per amore della brevità ci risparmio.
Fatto sta che, gira e volta, mi hanno costretto a giurare di riscrivergli delle poesie, "anzi" mi hanno ingiunto, "li chiamerai canti. Gli argomenti che ti indichiamo sono tali e celestiali che solo la forma canora gli si addice". E poi mi hanno indicato gli argomenti... che non è uno scherzo, ma mi sento un po' imbarazzato a dirlo... mi hanno fatto promettere di scrivere dei canti sulla burocrazia, sulla pornografia e sugli ospedali...
Io ci ho pensato un po' prima di scrivere il post e andare a raccontare in giro questa storia, ma ho promesso e, non so, anche se sono vecchiarelle non me la sento di rischiare la loro maledizione. Così, ecco, ho cominciato a scrivere I canti della burocrazia - un pudore neocon mi impedisce di iniziare dal porno e in quanto agli ospedali, non mi sento ancora all'altezza dell'argomento.

Ora questi nuovi canti, ispirati dalle Grazie in persona, pensavo di pubblicari su questo bloggarello man mano che mi viene la musa, ma non so se gliene frega a qualcuno.

4 commenti:

  1. ..non vedo l'ora di leggeri!..
    silvia

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  2. Non so se i troppi traslochi danno alla testa; non so se il sole, durante le tue gite in bici,in quel della Beozia ti hanno scaldato troppo la sostanza grigia ... :-)
    ma entusiasta di qs strano effetto che ti procuran tali cose , anche io sono curiosa di leggere i tuoi canti! specie quelli che dedecherai agli ospedali. Sarei felice di leggere anche i tuoi vecchi poemi che ti hanno elevato al podio dell'Alma Mater. Buon lavoro e salutami quelle gran gnocche di grazie sdentate ;-)

    Ori

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  3. Aspetto con ansia di leggere i Canti della Burocrazia

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  4. Ebbene sì ci interessa...E' il cotone che coltivano a Orchomenos che produce visioni???!!
    cara mammina

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