“Mi dia mo' due etti di quel Baricco là? Sì, sì, di quello affumicato... Però, guardi, me lo taglia fine fine, che a mio marito ci piace così.”
Potrebbe sembrare una frase da supermercato cannibalico, banalmente emiliano, e invece è di un cliente post post-moderno della libreria Coop di via degli Orefici a Bologna, nel centro storico deluxe della città - se ne era già un po' parlato in passato. Cliente fantastico naturalmente, visto che sappiamo tutti come si chiede l’ultima fatica dello scrittore e come si ordinano due etti di salame. Lo scrittore e il salame, o i cereali per non sembrare offensivi, a un solo scaffale di distanza...
Sono davvero un luogo affascinante queste librerie Coop, dove l’intelletto creativo è messo sullo stesso piano di un prosciutto, e la mamma moderna (o ugualmente il babbo rimmammito), insieme alla pasta, nel cestello della spesa ci infila un libercolo, magari il vendutissimo, emozionantissimo Twilight – uh! – l’amore che ogni Cenerentola di casa sogna con un principe nero. Proprio così. Ibridatis ibridandis.
Il libro che fu sacro e il naturismo sloooow-food fianco a fianco. Scenda dal piedistallo il primo, ritrovi la dignità fondante che gli spetta il secondo. Un proverbio ebraico dice: ein lechem ein Torah, che senza pane non c’è la Torah – cioè chi non mangia ha altro da pensare che ai libri. Quindi: a chi la dignità del primato? Quindi: appropriata la giustapposizione tra pagine stampate e roba da mangiare del genio Coop. Che ci si sazi prima e poi, se non ci si addormenta a panza piena, che si legga.
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. E a proposito vi consiglio un panino al Baricco: I barbari. Saggi sulla mutazione è un libro interessante. E non torna su come la sua coppa di romanzo solita.

Senta mo..a me insieme ai due etti di Baricco mi ci mette anche un pò di squacquerone Wilbur Smith che nelle piadine ci sta proprio bene, vè!
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